Back-to-School 2026: cosa ci dicono i dati europei sull’e-commerce

Un nuovo anno scolastico significa nuove routine e una lunga lista di acquisti. Dai libri di testo e le scarpe ai laptop, alle cuffie e all’abbigliamento sportivo, il Back-to-School è diventato un momento di shopping che va ben oltre il reparto cancelleria.

I dati più recenti di diversi mercati europei evidenziano tre tendenze da tenere d’occhio e cosa potrebbero significare per i retailer e-commerce, dal checkout fino alla consegna.

Budget più alti, consumatori più selettivi

La spesa per il Back-to-School è in aumento in diversi mercati europei, ma i numeri raccontano una storia più complessa di una semplice crescita della domanda.

In Spagna, la spesa prevista per il Back-to-School ha raggiunto 478 € nel 2026, +12% YoY. Tuttavia, il 28% prevede di spendere meno, mentre il 69% di chi spenderà di più attribuisce l’aumento ai prezzi più elevati. In Francia, il budget medio è salito a 488 €, 79 € in più rispetto al 2025, anche se il 69% dei genitori afferma di dover ridurre le spese. In Germania, il 47% dei genitori sente la pressione economica combinata delle vacanze estive e del rientro a scuola, mentre il 47% dei consumatori cerca offerte speciali.

Nel complesso, il messaggio non è semplicemente che gli europei stanno spendendo di più. L’aumento dei prezzi rende convenienza, confronto e priorità sempre più importanti nelle decisioni di acquisto per il Back-to-School.

La lista per il rientro a scuola è sempre più ampia e digitale

L’immagine tradizionale dello shopping Back-to-School può essere fatta di quaderni, penne e libri di testo. In realtà, il carrello è molto più ampio.

In Italia, il Back-to-School va ben oltre il materiale scolastico: il 59% prevede di acquistare abbigliamento, il 52% scarpe e il 44% abbigliamento sportivo, mentre il 52% prevede di fare acquisti principalmente online.
La Spagna mostra un andamento simile, con il 67% che acquista abbigliamento e il 55% zaini.

Nel Regno Unito, il 36% dei genitori afferma che i social media influenzano i “must-have” Back-to-School dei propri figli, dai laptop e le cuffie alle borracce premium e alle borse firmate.

Pur trattandosi di mercati nazionali diversi, emerge un’opportunità comune: il Back-to-School coinvolge sempre più moda, tecnologia, sport e lifestyle, mentre il percorso dall’ispirazione all’acquisto diventa sempre più digitale. Per i retailer e-commerce, la stagione si estende quindi ben oltre le tradizionali “forniture scolastiche”.

La sfida è trovare il giusto equilibrio tra protezione, efficienza nel trasporto ed esperienza del cliente, utilizzando solo l’imballaggio strettamente necessario. Ecco perché il PPWR ha un impatto operativo sull’e-commerce molto maggiore di quanto molte aziende si aspettino inizialmente.

Convenienza non significa sempre comprare nuovo

La pressione sui bilanci familiari sta cambiando anche il modo in cui alcune famiglie europee fanno la spesa.

In Francia, il 41% dei genitori ha intenzione di comprare articoli di seconda mano per il rientro a scuola del 2026, con un aumento di otto punti percentuali rispetto al 2025, mentre il 44% pensa di riutilizzare ciò che già possiede.

In Italia si osserva un comportamento simile per quanto riguarda i libri di testo. Da una ricerca di Altroconsumo è emerso che più della metà delle famiglie intervistate con figli alle scuole superiori ha acquistato almeno alcuni libri di testo di seconda mano. Il risparmio rimane la motivazione principale, ma il 46% di chi acquista libri di seconda mano ha citato anche la riduzione dei rifiuti e dell’impatto ambientale.

La Spagna aggiunge un altro dato: tra i consumatori che hanno intenzione di ridurre le spese per il rientro a scuola, il 36% intende riutilizzare il materiale già in possesso e il 33% prevede di acquistare articoli di seconda mano.

In questi mercati, il consumo circolare non sta sostituendo la vendita al dettaglio di prodotti nuovi. Sta però diventando un altro modo in cui i consumatori cercano di trovare un equilibrio tra costo, utilità e sostenibilità in un periodo dell’anno particolarmente impegnativo dal punto di vista finanziario.

Dal checkout all’ultimo miglio

Per gli acquisti Back-to-School, le tempistiche contano. Uno zaino o un laptop che arriva dopo il primo giorno di scuola può trasformare rapidamente una vendita riuscita in una customer experience negativa. E le aspettative sulla consegna iniziano già prima del checkout: il 48% degli acquirenti online europei ha abbandonato un carrello a causa di problemi legati alla consegna, mentre il 76% preferisce negozi che mostrano una data di consegna precisa al checkout. Allo stesso tempo, il 76% è disposto ad aspettare più a lungo per evitare i costi di consegna: certezza, scelta e convenienza possono contare quanto la velocità.

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